AI nel marketing: cosa puoi fare con dati dei clienti, profilazione e contenuti AI?
In breve
L'AI per testi e campagne senza dati personali è a rischio minimo. Se usi i dati dei clienti per segmenti e offerte personalizzate si tratta di profilazione: ti serve una base giuridica, devi informare i clienti, e loro possono sempre opporsi al marketing diretto. Il marketing elettronico richiede di regola il consenso. Immagini e video AI che somigliano a persone o eventi reali (deepfake) vanno etichettati dal 2 agosto 2026. E l'AI che manipola le persone spingendole a decisioni che le danneggiano è vietata.
Soluzioni
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Come fare
- Separa i contenuti dai dati dei clienti.Testi e immagini non richiedono dati personali.
- Controlla base giuridica e consenso.Per la profilazione e le email.
- Invia segmenti, non nomi.L'AI non ha bisogno di sapere chi sono i clienti.
- Etichetta i deepfake.Dal 2 agosto 2026.
- Evita i dark pattern.La manipolazione che danneggia è vietata.
Cosa dice la legge
- Art. 21 e 22 GDPR
- Diritto di opposizione al marketing diretto; profilazione.
- Art. 5 e 50 dell'AI Act
- Divieto di manipolazione dannosa; etichettatura dei deepfake.
- Art. 13 della direttiva 2002/58/CE (direttiva e-privacy)
- Consenso per il marketing elettronico. In Italia recepito nell'art. 130 del Codice privacy (d.lgs. 196/2003).
Domande e risposte
I testi AI nelle newsletter vanno etichettati?
Di regola no. L'obbligo di etichettatura riguarda i deepfake e i testi su questioni di interesse pubblico senza revisione umana.
Possiamo usare l'AI per prevedere chi comprerà?
Sì, con una base giuridica e informando i clienti. È profilazione.
Fonti
A cura di Redazione GoalCube. Ultimo aggiornamento 11 ottobre 2026. GoalCube ti aiuta a rispettare l’AI Act e il GDPR. Non è consulenza legale.
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